Storiografia di Roma.

Come già visto nell’articolo Roma arcaica e le fonti letterariequando ci si accinge allo studio della Storia Romana è sempre bene procedere con prudenza poiché spesso, per ricostruire gli eventi, bisogna affidarsi ai racconti degli scrittori del passato, che possono contenere dati reali ma anche elementi leggendari (come mostrato nell’articolo sopra citato per quanto riguarda la fondazione di Roma). Oltretutto, bisogna tenere in considerazione che questi autori antichi non si sono mai preoccupati di constatare realmente ciò che stavano tramandando, ma si sono semplicemente limitati a riportare vicende note. Vediamo ora su quali fonti si basavano questi autori per comporre le loro opere:

  • Annalisti + altre opere storiche perdute → questi autori si chiamavano così perché registravano la storia in ordine cronologico: anno per anno (da questo la denominazione di “annalisti”).

Fra questi abbiamo:

    1. Fabio Pittore (fine del III secolo a.C.) → storico romano che però scrisse in greco;
    2. Marco Porcio Catone, detto il Censore (234-148 a.C.) → il primo romano a scrivere in latino.
  • Tradizione familiare → in età repubblicana assistiamo ad una competizione fra le famiglie aristocratiche per chi vantava origini più nobili (facendole risalire a volte persino a episodi mitici) e quindi per imporre la propria superiorità celebrando le glorie degli antenati → in questo caso bisogna procedere con prudenza poiché spesso si tratta di fatti inventati.
  • Tradizione orale → fondamentale soprattutto per quanto riguarda il periodo regio → anche qui bisogna procedere con prudenza poiché la notizia tramandata oralmente è sempre oggetto di distorsioni.
  • Documenti d’archivioAnnales Maximi: anno per anno venivano segnati gli eventi salienti + i nomi dei magistrati principali + gli eventi degni di nota. Questi venivano annotati dalla suprema autorità religiosa di Roma: il pontefice massimo → egli esponeva questi annali scritti su una tavoletta di legno sbiancata con la calce (tavola dealbata) e affissa di fronte all’ingresso della propria abitazione. Nel 180 a.C. la raccolta di queste annotazioni prende appunto il nome di Annales Maximi poiché pubblicati da Mucio Scevola in 80 libri.
  • Antiquari → si tratta di studiosi che, a partire dal II secolo a.C., si occupano di vari aspetti del passato romano (effettuando ricerche pertinenti alla realtà delle cose).

Ad oggi, gli storici hanno dovuto confrontare tutte queste tipologie di fonti e cercare di capire quali potessero restituirci la realtà dei fatti per quanto riguarda quei momenti della storia di Roma dei quali non abbiamo notizie certe o reperti archeologici definiti. Alcune cose scoperte dagli storici e apparentemente appurate sarebbero le seguenti:

Come visto nell’articolo Roma arcaica e le fonti letterarieil mito riguardante la fondazione di Roma è composto dall’unione di due leggende differenti: quella greca di Enea, e quella autoctona (latina) di Romolo.

Questa cosa, oltre a far capire che gli elementi culturali del periodo si possono essere (anzi, si sono certamente) mescolati fra loro, rende consapevoli anche di alcune realtà certamente storiche:

  1. compresenza di popolazioni diverse (Latini e Sabini, se pensiamo all’episodio del ratto delle Sabine da parte di Romolo);
  2. fase di predominio etrusco nel periodo finale della monarchia.

Detto questo, potremmo dire che anche le componenti mitiche o leggendarie degli eventi del passato sono fondamentali per renderci delle informazioni storiche che altrimenti non avremmo o dovremmo andare a ricercare tramite fonti, reperti archeologici ecc.

Le Sabine - Jacques-Louis David (1794-1799)

Le Sabine – Jacques-Louis David (1794-1799)


Bibliografia:
Storia Romana, G. Geraci & A. Marcone, 2016

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

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