Paleolitico: le prime scoperte di ominidi.

La riflessione sulle origini dell’uomo inizia con Darwin e le sue considerazioni nelle opere “L’origine delle Specie” (1859) e “L’origine dell’uomo” (1873).
In queste opere, sulla base della forte somiglianza morfologica e comportamentale tra l’uomo e le scimmie antropomorfe africane, Darwin formulò l’ipotesi che le fasi evolutive ancestrali dell’umanità si siano svolte in Africa.
La sua ipotesi non parve confermata dai ritrovamenti fossili di ominidi per alcuni decenni.

Charles Darwin

Charles Darwin

Inizialmente, vennero ritrovati resti di ominidi in Europa (cranio di Neanderthal e altri) e poi anche in Asia, in particolare a Giava, dove Eugène Dubois trovò resti ossei di un ominide che chiamò Pithecanthropus erectus (nome del genere con la maiuscola e nome della specie con la minuscola).
La denominazione di genere Pithecanthropus (che significa “uomo scimmia“) sarà in seguito sostituita dall’attribuzione al genere Homo, mentre resterà il nome della specie, che quindi fu in seguito chiamata Homo erectus.

Cranio Homo erectus

Cranio Homo erectus

L’assenza di fossili in Africa era dovuta solo alla carenza di ricerche. Infatti fu Raymond Dart che, nel 1925, trovò un cranio di una nuova forma di ominide in strati molto antichi (oggi sappiamo che la datazione si pone tra 3 e 2,4 milioni di anni) ricchi di fossili animali.
Egli denominò questa nuova specie: Australopithecus africanus (ovvero “scimmia dell’emisfero australe“), ritenendolo l’anello di congiunzione tra scimmia e uomo.

Australopithecus africanus - primo esemplare adulto scoperto - Museo del Transvaal, Pretoria, Sudafrica.

Australopithecus africanus – primo esemplare adulto scoperto – Museo del Transvaal, Pretoria, Sudafrica.

A partire dalla scoperta di Dart le ricerche si moltiplicarono, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta, concentrandosi in Sudafrica e Africa orientale. Queste due aree offrivano buone opportunità di deposizione e conservazione delle stratificazioni con resti fossili.

  • Africa meridionale.
    Ricca di caverne carsiche (ovvero scavate dal passaggio dell’acqua attraverso rocce calcaree solubili, creando una caverna attiva; quando poi l’acqua scava un’altra grotta più profonda, quella più superficiale rimasta all’asciutto diventa una “caverna fossile”).
    Nelle cavità del Sudafrica si sono accumulati depositi ricchi di resti di animali, ma talvolta sono presenti anche resti di ominidi come appunto l’Australopithecus africanus di Dart.
  • Africa orientale.
    Attraversata dalla Rift Valley (una depressione originata da una faglia tettonica attiva, che sta progressivamente determinando il distacco di un’enorme placca tettonica corrispondente al Corno D’Africa).
    Entro tale depressione si sono accumulate potenti successioni di strati di varia origine. Tra le località più importanti vi è la Gola di Olduvai, in cui hanno scavato a lungo i coniugi Leakey, a cui si devono molte celebri scoperte.
Rift Valley - Carta

Rift Valley – Carta

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

Potrebbero interessarti anche...