Armi, acciaio e malattie – Jared Diamond.

Armi acciaio e malattie - Jared Diamond

Scritto nel 1997 ma ancora attuale – e per questo ristampato e aggiornato di recente – Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond rimane uno dei libri più piacevoli in campo antropologico.

I vari capitoli di Armi, acciaio e malattie si configurano come un percorso che, partendo da un prologo incentrato sulla motivazione primaria del libro, analizza man mano i vari aspetti che, secondo l’autore, avrebbero influito sull’affermazione di alcune popolazioni rispetto ad altre. Ovviamente, come riporta il titolo, ciò che avrebbe fatto la differenza sarebbero state appunto le armi, il metallo e le malattie, portate a spasso dagli occidentali un po’ ovunque nel mondo. Il libro si propone di mostrare come questi tre elementi, combinati in modo quasi profetico, abbiano determinato le sorti dell’umanità e, di conseguenza, i centri di potere così come li conosciamo oggi.

Dalla nascita dell’agricoltura a venire in avanti, nel libro vengono analizzati vari aspetti del cammino umano, compreso quello evoluzionistico non solo in senso antropologico ma anche, ad esempio, botanico.

In breve, l’agricoltura e l’allevamento comparvero in modo spontaneo in poche aree del pianeta, con tempi assai diversi, e si diffusero da questi nuclei originari in due modi: Armi acciaio e malattie2tramite l’apprendimento delle tecniche da parte dei popoli confinanti, o con l’invasione da parte dei primi agricoltori – e anche questo avvenne in momenti assai diversi nelle varie parti del mondo. In alcune aree in cui le condizioni climatiche erano favorevoli, tuttavia, l’agricoltura non nacque mai spontaneamente, né fu portata in tempi preistorici, e l’uomo vi continuò a vivere per millenni come cacciatore e raccoglitore fino a quando non venne in collisione con il mondo moderno. I popoli che divennero agricoltori per primi si guadagnarono un grande vantaggio sulla strada che porta alle armi, all’acciaio e alle malattie: da allora, la storia è stata una lunga serie di scontri impari tra chi aveva qualcosa e chi no.

Le teorie tengono conto dei fattori archeologici, ambientali, geografici e botanici, in una trattazione quasi completa ma che forse si prefigge un compito troppo ampio per poter essere trattato in così poche pagine.

12 000 individui che parlavano due dialetti abbastanza simili da essere reciprocamente comprensibili, e vivevano in 65 villaggi. Ma tra questi insediamenti non c’era alcun tipo di unità politica: ogni singolo gruppo di capanne era coinvolto in un complicatissimo gioco di guerre ed alleanze con i vicini, indipendentemente dal fatto che parlassero foré o qualcos’altro.

Essendo l’autore particolarmente incentrato sui popoli polinesiani, viene fatto un confronto fra l’uomo moderno, l’uomo antico e l’uomo “selvaggio” che ancora oggi vive nelle zone remote del pianeta. L’analisi che ne risulta è senza dubbio molto interessante e non scontata, sia per gli studiosi del settore che per coloro che non hanno mai letto niente in proposito.

Armi Acciaio e malattie3

Nel caso in cui vogliate soddisfare la vostra sete di conoscenza in campo non solo archeologico, ma anche antropologico e sociale, ecco il link al libro di Jared Diamond.

Buona lettura! 🙂

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell’esistenza!

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