Kerma: la capitale del più antico regno africano conosciuto.

La discontinuità nel popolamento vista in Bassa Nubia intorno al 3.000 a.C. non trova riscontro in Alta Nubia, dove la cultura pre-Kerma si evolve nel Kerma antico che inizia verso il 2.500 – 2.400 a.C.

Kerma prende il nome dal moderno abitato e si tratta di un centro urbano che fu la capitale del più antico regno africano a noi noto, quello chiamato Kush nelle fonti egiziane del Medio Regno. Grazie alla ceramica e ai contesti funerari, è stato possibile identificare varie fasi della cultura Kerma:

  1. Kerma antico → tra 2.500 e 2.050 a.C.
  2. Kerma medio → tra 2.050 e 1.750 a.C.
  3. Kerma classico → tra 1.750 e 1.550 a.C.
  4. Kerma finale → tra 1.550 e 1.400 a.C.

Il sito di Kerma è stato segnalato da Lepsius e poi indagato da Reisner, che diede le prime interpretazioni del sito archeologico.
Nella parte centrale dell’abitato vi è una grande struttura in mattoni crudi nota come Deffufa occidentale, mentre nella necropoli vi è un tumulo monumentale del nomarca di Assiut e moglie Sennuy, databili al regno di Sesostri I. Secondo Reisner, a partire dal Secondo Periodo Intermedio, l’influenza egiziana sulla città si sarebbe indebolita e si sarebbero affermati gli elementi locali. La menzione del potente regno nubiano di Kush nei documenti egiziani a partire dal Medio Regno ha condotto anche allo scavo dell’isola di Sai, dove vennero trovati materiali simili a quelli di Kerma.

La città era protetta da bastioni e terrapieni sin dal Kerma antico; una parte della cinta muraria giace sotto le più antiche fasi di costruzione della Deffufa occidentale. Queste difese avevano andamento tondeggiante forse per favorire il tiro degli arcieri. Le fortificazioni erano spesso erette sopra i terrapieni ed erano rafforzate da fossati. I terrapieni del Kerma classico hanno fondazioni in pietra profonde più di due metri e dello spessore di un metro e mezzo / due metri ed erano affiancati da fossati profondi fino a 7 metri. La base delle mura era formata da palizzate con sommità con fortificazioni in mattoni crudi.

Cimitero Kerma - Isola di Sai

Cimitero Kerma – Isola di Sai

Gli ingressi alla città erano a est, ovest e nord in zone spianate. A ovest, nel Kerma classico, l’ingresso verso il porto e il fiume era difeso da fortificazioni a terrapieno sormontate da bastioni in mattoni crudi con casematte. Un declivio conduceva a una porta monumentale delimitata da due bastioni arrotondati che davano accesso ad una stretta strada verso la piazza centrale.

Il palazzo del Kerma classico si caratterizzava per la presenza al centro di una sala del trono, a ovest di grandi granai con recinti forse per animali e a est di ambienti abitativi. Il vestibolo della sala conteneva una vasca in cui vi erano 5.000 piccoli cilindretti in terra sigillaria non ancora usati e destinati a sigillare contenitori e missive. La sala, con grandi pilastri al centro ricorda l’architettura delle cappelle di Kerma, con pianta rettangolare, una fila di pilastri lungo l’asse maggiore e un tetto di circa cinque metri. Dal palazzo era possibile controllare il traffico del porto. Dei magazzini suggeriscono attività amministrative e commerciali.

Verso il centro della città vi è un edificio a pianta circolare inizialmente protetto su tre lati da un muro e aperto verso sud dove sorgeva una palizzata. Il muro esterno è in mattoni e la sua base ha tracce di rivestimento in ocra rossa, tipico di edifici sacri o di pregio. Le fondazioni più antiche sono caratterizzate da grandi mattoni posti in un letto di sabbia fine depurata. Sul lato esterno, un allineamento di buchi per palo fa pensare a una specie di tettoia circolare. Lo spazio interno è diviso da tre allineamenti di pali in legno. Vi erano anche piccole stanze in cui vi era un focolare. L’edificio presenta almeno 6 fasi di costruzione per un progressivo allargamento della pianta. Visibili anche tracce di distruzioni dovute a incendi. L’edificio venne utilizzato tra il 2.000 e il 1.500 a.C. circa e probabilmente si trattava di un edificio pubblico.

Kerma

Kerma

L’edificio principale è la cosiddetta Deffufa occidentale, il cui nome nubiano indica proprio una grande costruzioni in mattoni. È un edificio in mattoni crudi ed ha pianta rettangolare di circa 50 x 27 metri, con un alzato di circa 17 metri. Inizialmente si pensava fosse una fortezza con torre di avvistamento mentre oggi si pensa ad un edificio templare: a nord un muro circolare chiudeva l’edificio; a ovest vi erano edifici con magazzini; a est erano aggiunti altri edifici e dopo gli incendi anche capanne circolari. Si pensa a luoghi per la produzione del bronzo ed i pavimenti sono tipicamente ricoperti da ocra rossa. Nell’ingresso occidentale vi è una scala ed una porta monumentale, da qui si accedeva ad un corridoio in salita a cui si accedeva a una camera con stretto corridoio, forse un sancta sanctorum. L’edificio venne abbandonato verso il 1.450 a.C. subito dopo le ultime modifiche.

La Deffufa è circondata da un quartiere religioso in cui  gli edifici sono caratterizzati da pavimenti rivestiti di ocra rossa e la cui fondazione era propiziata da riti con deposizione in fosse riempite poi di sabbia depurata di ossa animali (anche giraffe), uova di struzzo e ceramica. Altri depositi si caratterizzano per la presenza di ceramica, lame in bronzo e ocra rossa. Un deposito conteneva una stele a pilastrino con un’iscrizione in geroglifico egiziano databile all’Antico Regno con i nomi di due comandanti di battello.

Nella città si possono distinguere diverse aree funzionali  e di abitazione. Vi sono panetterie, con dieci forni rettangolari affiancati (gli scarti erano buttati nei fossati); vi erano luoghi destinati alla preparazione del cibo e, nel fossato settentrionale sono state trovate cretule e frammenti di terra sigillaria, indicanti vicinanza ad un’area amministrativa. In prossimità delle fortificazioni del Kerma medio vi sono depressioni,  forse forni a fossa, e un forno verticale in mattoni crudi.

Kerma - Deffufa Occidentale

Kerma – Deffufa Occidentale

A Kerma vi sono anche numerose abitazioni, formate da una sola stanza o da due stanze affiancate → tipologia “a lumaca” perché riproduce la forma della pianta della casetta rappresentata nel geroglifico egiziano monolittero “h”. Vi sono anche capanne rotonde in legno e granai tondi in mattoni. Nel Kerma medio si hanno case a lumaca con cortili e nel Kerma classico vi sono stanze allungate che anticipano le abitazioni tipiche di periodo napateo e meroitico. Altre hanno due ambienti allungati su una corte centrale.
Le case del Kerma classico si caratterizzano per l’uso di mattoni più grandi, a volte cotti, formando uno spessore maggiore che permette di abolire i pilastri addossati alle pareti che servivano a sostenere le coperture delle stanze. Nel Kerma classico si segnalano anche abitazioni di pregio con fondazioni riempite di sabbia depurata come accade per gli edifici religiosi, di grandi dimensioni e con ingresso monumentale. Una casa di notevoli dimensioni si segnala peer le dimensioni e per una curiosa corte circolare con un abside inquadrato da pilastri il cui pavimento era ricoperto da ocra rossa. Forse la corte era usata come luogo di riunione e culto da una famiglia allargata.

A sud-ovest vi è una cittadella che nel Kerma classico si sviluppa in estensione e complessità e venne difesa con un fossato e delle palizzate. In seguito venne aggiunta una torre quadrata e da mura in pietra non locale probabilmente portate da cave della terza cateratta. All’interno della cittadella vi sono santuari tripartiti e le pavimentazioni sono spesso caratterizzate da tracce di combustione forse legate a pratiche sacrificali. Forse veniva prodotto del pane e vi erano attività di produzione di oggetti metallici e di oreficeria. Nel settore sudorientale si nota un curioso deposito di giare. Il sito venne abbandonato nel corso del Kerma classico e vi si sovrappose una necropoli nel Kerma finale gravemente danneggiata da depredazioni ed erosione.

A sud della città antica, nell’abitato attuale della cittadina di Kerma, esiste un altro agglomerato del Kerma classico con una tomba monumentale dell’inizio della XVIII Dinastia egiziana. Forse qui si svolgevano attività portuali. Vi è inoltre una cappella ricostruita due volte in mattoni crudi e legno, con il solito pavimento in ocra rossa. Qui si notano alcune rassomiglianze con l’architettura egiziana che non deve stupire poiché già alla fine del Secondo Periodo Intermedio, Sepedhor, comandante di Buhen, aveva fatto costruire per il re di Kush un  tempio dedicato all’Horo di Buhen con una struttura di tipo egiziano.
Sempre nella stessa zona vi è anche un importante edificio a due piani caratterizzato da stanza centrale con pozzo. È caratterizzato dalla presenza di tre magazzini in cui sono state rinvenute impronte di sigilli del Secondo Periodo Intermedio. Si pensa quindi ad un complesso amministrativo destinato al controllo del traffico di merci forse sbarcate e/o imbarcate nel vicino porto fluviale (merci preziose).

Kerma - Deffufa Occidentale

Kerma – Deffufa Occidentale

 

Bibliografia: Manzo, A. (2007) Introduzione alle antichità nubiane, Università degli studi di Trieste

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

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