La situazione è grammatica. Perché facciamo errori, perché è normale farli.

Una provocazione tutta linguistica, un’analisi oggettiva sulla nostra lingua che molto spesso sottovalutiamo, un commento a tutti quegli strafalcioni che leggiamo continuamente, dai quotidiani ai social..e non solo!

Andrea De Benedetti, professore di italiano alla scuola secondaria di secondo grado, ha deciso di racchiudere in un volumetto tutte le torture linguistiche cui è sottoposto ogni (o quasi) insegnante di italiano!

La situazione è grammatica

Il metodo d’analisi da lui utilizzato conduce però, sin dalle prime pagine, verso una profonda verità:

…prima ancora che un sintomo, l’errore rappresenta soprattutto un anticorpo naturale alle incoerenze della lingua, una sacrosanta ribellione all’ottusa e ineffabile arbitrarietà di certe regole, e da questo punto di vista, lungi dall’essere una malattia da curare e di cui vergognarsi, può essere segno di un’intelligenza perfettamente in salute.

Alla luce di questa constatazione, cosa bisogna fare allora? Perdonare tutti coloro che commettono errori grammaticali senza farglielo nemmeno notare? Ovviamente no.

La situazione è grammatica3

Il punto a cui si vuole arrivare nel presente volume è che ci sono delle motivazioni specifiche, dettate dalle stesse regole grammaticali, a causa delle quali si commettono errori.

Esiste forse, nella nostra o in qualunque altra lingua, una cosa più intimamente grammatica dell’errore? No, non esiste. L’errore è la quintessenza della grammatica, perché non è la semplice violazione di una regola, ma è una violazione basata su un’ipotesi alternativa di funzionamento della lingua, un’infrazione della norma che presuppone un’altra idea di norma, cioè un’altra grammatica.

E non è tutto! Oltre a spiegare dal punto di vista grammaticale quali sono le motivazioni che ci inducono in tentazione ogni secondo, l’autore ci ricorda anche – e soprattutto – che la lingua non è qualcosa di rigido e fissato nel tempo, tutt’altro! E infatti afferma:

…sul lungo termine certi errori possono smettere di essere errori per convertirsi in regola.

In che misura si può considerare dunque l’errore grammaticale?
Perché la maggior parte delle persone fa gli stessi errori? Sarà colpa loro o dei paradossi della lingua? E come sta cambiando la lingua italiana con l’avvento dei social network e la diffusione del web?

La situazione è grammatica2

Attraverso un percorso divertente e ironico, ma allo stesso tempo serio e veritiero, l’autore risponde a tutte queste domande in modo naturale motivando ogni sua risposta per mezzo di fatti riguardanti non solo la nostra lingua, ma anche la nostra storia.

Ma trattandosi della stessa lingua in cui staccato si scrive tutto attaccato e tutto attaccato si scrive staccato, di cosa dovremmo stupirci?

 

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Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

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