Livio Andronico.

Non si conoscono le date di nascita e di morte del primo autore della letteratura latina, ma si sono potute ricavare alcune notizie per mezzo di fonti posteriori.

Probabilmente Livio Andronico giunse a Roma come liberto di Livio Salinatore (dal quale prese il prenome) da Taranto, dopo la guerra contro Roma del 272 a.C. Era un grammaticus, ovvero professore di greco e latino, ma anche autore di testi scenici, nonché attore in alcune sue opere. La sua biografia era oggetto di controversia già in antico, e sembra che le uniche date indiscutibili siano:

  • 240 a.C. → una sua opera è il primo testo drammatico messo in scena a Roma;
  • 207 a.C. → compose un partenio in onore di Giunone recitato durante le cerimonie pubbliche.

Livio ebbe pubblici onori e la sua “associazione professionale”, ovvero il collegium scribarum histrionumque, istituito nel tempio di Minerva sull’Aventino.

Tutto ciò che è giunto delle opere di Livio Andronico consiste in non più di una sessantina di frammenti, tramandati da autori repubblicani o grammatici. Rimangono i titoli di 8 tragedie:

  1. Achilles
  2. Aegisthus
  3. Aiax mastigòphorus (Aiace con la frusta)
  4. Equos Troianus
  5. Hermiona
  6. Andròmeda
  7. Dànae
  8. Tèreus

Nulla è conservato del partenio per Giunone.

L’opera più significativa è però una traduzione dell’Odissea di Omero, denominata probabilmente Odusia: ne rimangono 36 frammenti per una quarantina di versi. La particolarità di questa versione è proprio l’iniziativa di tradurre in lingua latina e in metro italico – il saturnio – un testo fondamentale della cultura greca.

La traduzione è vista sia come opera autonoma che come operazione artistica da affiancare al testo originale, che si vuole rendere con grande fedeltà. Per fare questo, Livio utilizza espressioni che erano già arcaizzanti ai suoi tempi: si tratta del momento in cui la lingua letteraria si stacca dal linguaggio quotidiano. Ad esempio, Andronico si rivolge al formulario della tradizione religiosa e rende l’omerica “Musa” con l’antichissima “Camena“, divinità italica delle acque, puntando sull’etimologia allora corrente, da Casmena / Carmena, quindi da carmen = poesia.

Livio Andronico passò molto presto di moda, e venne subito visto dagli autori successivi come “primitivo”.

“Si dà lode al valore: ma la lode si scioglie più rapida del gelo a primavera.”

Particolare del mosaico di Ulisse e le sirene - III secolo a.C. - Museo del Bardo, Tunisi

Particolare del mosaico di Ulisse e le sirene – III secolo a.C. – Museo del Bardo, Tunisi

Bibliografia: Conte G.B., Letteratura Latina, Le Monnier, 2010.

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

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