Perché le impronte di mani? – I misteri dell’uomo primitivo.

Molte sono le raffigurazioni di impronte di mani lasciate dagli uomini del Paleolitico sulle pareti delle caverne.
Ma qual era la vera utilità di questo tipo di raffigurazione?

Gli uomini del Paleolitico sono noti per i loro bellissimi disegni ritraenti specie animali in alcune delle grotte più famose di questo periodo, come quelle di Lascaux e Chauvet in Francia e quella di Altamira in Spagna.

Insieme a questi (spesso chiari) disegni, che ritraggono stambecchi, uri, bisonti, cavalli, rinoceronti e altre specie paleolitiche, sono state ritrovate anche delle impronte di mani realizzate con ocra gialla o rossa. Le più note sono quelle situate nella “Cuevas de las manos pintas” (Grotta delle mani dipinte) che si trova in Patagonia, a Rio Chubut, datata dagli archeologi al 12.000 a.C.

Per quanto riguarda l’arte parietale paleolitica in generale, si ritiene che le varie rappresentazioni debbano essere decodificate, come se si trattasse di simboli da interpretare. Infatti, ciò che contraddistingue l’arte parietale del Paleolitico da quella del Neolitico, è proprio la diversa modalità di rappresentazione della natura. Nel Paleolitico si ritrovano forme chiare: la natura sembra parte fondamentale. Nel Neolitico invece la natura è antropomorfizzata, ovvero viene filtrata dalle idee dell’uomo.

Inizialmente era stata avanzata l‘ipotesi che l’arte parietale paleolitica fosse componente di magia venatoria, ovvero gli animali venivano rappresentati (non solo essi, ma anche scene di caccia, ecc.) come rito propiziatorio (per far andare bene la caccia).
Quest’ipotesi è stata però respinta poiché i reperti archeologici hanno messo in luce che non tutti gli animali rappresentati nelle caverne veniva effettivamente cacciato.

Il mondo artistico dell’uomo primitivo rimane quindi alquanto avvolto nel mistero.
Si può solamente cercare di interpretare i messaggi che ci hanno lasciato (..volutamente?!).

Attualmente, l’ipotesi più accreditata per quanto riguarda le impronte delle mani è di matrice simbolica. L’uomo primitivo avrebbe avuto uno stretto legame con il mondo delle orme – soprattutto quelle degli animali – poiché potevano metterlo in contatto con l’animale stesso. Misticamente quindi, l’orma diveniva in grado di trasmettere e comunicargli qualcosa, instaurando un forte legame con l’uomo.

Una particolarità riscontrata nelle impronte di mani è quella che ad alcune di esse manca una falange. Non si può stabilire con certezza se si tratti di una casualità o di un rito preciso facente parte delle comunità primitive, ma alcuni storici ritengono comunque di poter affermare che l’amputazione della falange fosse praticata al momento della morte di uno stretto familiare, come omaggio al defunto.

Nonostante queste brevi considerazioni, l’arte parietale paleolitica rimane ancora avvolta nel mistero.
Le ipotesi avanzate finora potrebbero essere veritiere come potrebbero invece allontanarsi del tutto dalla verità.
A ognuno la sua opinione.

Cuevas de las manos pintas.

Cuevas de las manos pintas ~ Rio Chubut (Patagonia)
12.000 a.C.

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell’esistenza!

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  • attilio leone

    Secondo me potrebbe essere una forma antica di arte, intesa come abilità nel fare qualcosa: nel caso specifico abilità nel riprodurre animali o altro.