La Regia.

La Regia era l’abitazione del re durante il periodo monarchico. La tradizione narra che essa venne costruita dal re Numa Pompilio.
Oggi, è possibile vederne i resti nell’edificio di forma irregolare, situato tra il Tempio del Divo Giulio a ovest, il Tempio di Vesta e la Casa delle Vestali a sud, e il Tempio di Antonino e Faustina a nord.

Il nome “Regia” è chiaro agli occhi degli studiosi → “la casa dove abita il re“.
Il vero problema che ci si pone è se ci si riferisca al re vero e proprio oppure al rex sacrorum, ovvero colui che deteneva gli aspetti rituali e sacrali della comunità.
In ogni caso, gli studiosi sostengono che la Regia non fu mai l’abitazione del rex sacrorum, in quanto quest’ultimo avesse già la sua residenza in un’apposita casa situata nel punto più alto della via Sacra, poi passata probabilmente al pontefice massimo.

L’edificio oggi rimasto è formato da vari padiglioni intorno ad un’area centrale, che inizialmente sarebbe stato la dimora del regnante etrusco, mentre successivamente, in età Repubblicana, sarebbe stato suddiviso in vari settori destinati ad usi diversi.

In ultima analisi, dunque, si riconosce nella Regia il luogo in cui il rex sacrorum ed il pontefice massimo esercitavano la loro funzione sacrale.
All’interno di essa vi era un santuario di Marte, dov’erano gli scudi sacri, che venivano portati in processione sai Salii (una corporazione sacerdotale antichissima), ed anche un santuario di Ops Consiva (la dea agricola dei raccolti).
Inoltre, nell’edificio erano conservati anche gli importantissimi archivi dei pontefici, il calendario e gli annali della città.

Gli scavi archeologici condotti nella zona, hanno chiarito le fasi di costruzione della Regia:

  1. prima dell’edificio, nella zona vi erano probabilmente delle capanne, simili a quelle del Palatino;
  2. le capanne vengono sostituite con un edificio in muratura nel VII secolo a.C.;
  3. dopo un incendio e due successivi rifacimenti, viene creato un edificio che assume la forma tipica definitiva, che si conserva fino all’età imperiale, databile agli ultimi anni del VI secolo a.C. (evidente la corrispondenza con la nascita della Repubblica, 509 a.C.).

L’edificio è formato da due parti:

  • sud → forma allungata, orientata sull’asse est-ovest, suddivisa in tre ambienti di cui quello centrale costituiva l’ingresso, dal quale si accedeva alla stanza ad est (santuario di Ops) e anche a quella ad ovest (santuario di Marte);
  • nord → ampio spazio trapezoidale, dotato di un doppio porticato, evidentemente un cortile scoperto. Qui troviamo una cisterna (silos a volta) e vi dovevano essere anche i due allori spesso ricordati dagli scrittori antichi.

La Regia era funzionalmente collegata con il Tempio di Vesta, e, in ogni caso, le successive ricostruzioni non modificarono minimamente la pianta, che evidentemente era considerata sacra.

Particolare ricordare che, in prossimità della Regia, vi era uno dei più antichi archi trionfali di Roma, il fornix Fabianus, eretto da Quinto Fabio Massimo nel 121 a.C. per commemorare la sua vittoria sugli Allobrogi.
Sono stati ritrovati frammenti di iscrizioni, ma il luogo preciso rimane ancora ignoto, anche se certamente collocato sulla via Sacra.

Resti della Regia

Resti della Regia

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

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Una risposta

  1. 21 febbraio 2015

    […] Regia, anch’essa distrutta da un incendio, viene ristrutturata con pianta destinata a restare […]