La Dinastia Han – 漢朝 (206 a.C. – 220 d.C.)

La Dinastia Qin non sopravvive dopo la morte del primo imperatore e così, nel 206 a.C., un contadino riesce a dare inizio alla nuova Dinastia Han.
Il primo imperatore è Liu Bang, che riprende la modalità governativa della dinastia precedente.
Il periodo Han è divisibile in due parti:

  1. Han anteriori o occidentali (206 a.C – 23 d.C.)
  2. Han posteriori o orientali (23 – 223 d.C.)

Di cui il periodo dall’8 al 23 d.C. sarebbe stato occupato dal regno di Wang Mang che dà vita alla dinastia Xin.

Pianta di Chang'an.

Pianta di Chang’an.

Nei primi anni di governo, Liu Bang si occupa della sistemazione dell’apparato statale; inoltre, viene adottato il Confucianesimo come religione di stato.
Nel 140 d.C. regna il più noto imperatore Han: Wudi, che provvede ad un’espansione dell’impero cinese senza precedenti (ingloba il sud e l’oriente) e costruisce la Via della Seta, dalla quale arriverà, nel I secolo d.C., il Buddismo.
Artisticamente si parla del periodo Han in modo unitario → gli Han impongono l’uniformismo e annientano le culture regionali.

La capitale è Chang’an 长安, in Shaanxi 陝西.
La capitale ha pianta rettangolare ed è una città cinta da mura in terra pressata e circondata da un fossato esterno. Per 2/3 Chang’an era costituita dai palazzi imperiali e dagli uffici governativi; nel lato a sud e a sud-ovest c’era il parco e la riserva di caccia dell’imperatore.
La città aveva 12 porte, ciascuna formata da tre varchi larghi 6 metri per permettere il passaggio di dodici carri affiancati.
All’interno delle mura correvano ampi viali a tre corsie, di cui quella centrale riservata all’imperatore, che collegavano i vari quartieri della città, circondati ognuno da un muro, con una porta su ciascun lato.

La storia della Dinastia Han ci è raccontata da due testi fondamentali:

  • Shiji di Sima Qian;
  • Hanshu di Ban Gu.
• La concezione dell’aldilà e l’arte funeraria.

L’epoca Han è anche momento di riforma del pensiero in merito alla vita terrena e all’aldilà: si hanno quindi dei cambiamenti a livello sia religioso-filosofico (con la concezione dell’esistenza della vita dopo la morte) che rituale. L’essere umano viene concepito con due anime:

  • Hun → ascende al regno degli antenati (e svolge la stessa funzione che aveva la persona in vita);
  • Po → rimane nella terra.

La terra viene vista come porta per l’aldilà ma anche come la dimora dell’anima Po.

Mingqi di un edificio a più piani.

Mingqi di un edificio a più piani.

A tutto ciò si aggiunge anche la concezione Taoista che prevede la ricerca dell’immortalità → si producono altri cambiamenti:

  • il corteo funerario arriva fin all’interno della tomba → che sviluppa quindi una pianta assiale con una rampa d’accesso;
  • moglie e marito iniziano ad essere sepolti insieme;
  • le tombe vengono segnalate all’esterno;
  • si diffondono i culti di Xiwangmu (una divinità femminile taoista che abita sui Monti Kunlun) e Dongwanggong (la controparte maschile che abita sul Monte Penglai) → ovvero coloro che presiedono l’isola degli immortali: Xianren 仙人.

Ovviamente si tratta di cambiamenti che avvengono gradualmente.

Gli immortali diventano un culto a parte, che ci viene descritto nel testo Shanhaijing, proveniente probabilmente dalle regioni meridionali e, in particolare, dalla mitologia dello stato di Chu.
Si ritiene che fossero fatti da un “soffio vitale“: Chi, e che abbandonino il mondo materiale ma rimangano “solo essenza“. Dunque si diffonde l’ideale del “vivere senza morire” e la ricerca, sulle montagne e sulle isole, degli immortali.

Questi cambiamenti portano quindi alla modificazione delle forme architettoniche: difatti le tombe si vogliono realizzare come se fossero delle residenze, e cambia anche il corredo funebre. Inoltre, scompaiono le vittime sacrificali.
A metà degli Han le tombe sono ipogee, costruite in mattoni cavi o scavate in una collina rocciosa. La pianta della sepoltura riproduce l’abitazione del defunto.

Mingqi

Mingqi – Torre

Esternamente, la tomba è contraddistinta da un tumulo preceduto da uno shendao “via degli spiriti”, fiancheggiato da statue di animali e da pilastri in pietra, simili alle torri della cinta muraria. Davanti al tumulo vengono poi costruiti santuari per offerte, in legno o pietra. Un tempio ancestrale miao è dedicato ad ogni imperatore morto e costruito accanto al suo mausoleo → vi sono templi dedicati a singoli imperatori.
La tomba è preceduta da una stele bei, sulla quale sono raffigurati i meriti del defunto e la sua genealogia.

Per quanto riguarda il mondo del defunto, è possibile distinguere tre tipologie di corredo funerario:

  1. oggetti simbolici e rituali (armi, specchi, mappe celesti, ecc…);
  2. oggetti personali → categoria piuttosto nuova (abiti, lampade, accessori, ecc…);
  3. oggetti Mingqi 冥器 = oggetti “luminosi” → si tratta di oggetti nuovi e caratteristici creati a stampo e poi rifiniti a mano: sono statuine di vari materiali (ceramica, legno, bronzo o pietra) che sostituiscono le vittime sacrificali e che hanno una funzione più ampia, ovvero concorrono a ricreare il mondo del defunto → c’è un’immensa varietà dei soggetti raffigurati (ad alcuni mancano le braccia, probabilmente perché realizzati con materiali deperibili come stoffa e legno).
    Alcuni rappresentano architetture, e possono superare anche il metro d’altezza (ad esempio quando si tratta di un edificio a più piani, caratteristico della cultura Han, oppure di fattorie, residenze di campagna…) → in molti, se si toglie la copertura, si può vedere all’interno (come nelle case delle bambole).
Mingqi - Barca

Mingqi – Barca

Questi ultimi oggetti sono molto importanti in quanto forniscono molte informazioni sugli usi dell’epoca. Infatti, dove sono rimaste le decorazioni, è possibile vedere i colori ed i motivi con cui dovevano essere fatti gli edifici del tempo.
Non solo personaggi reali ed architetture, fra i mingqi è stato possibile ritrovare anche pozzi, animali, barche e molti altri oggetti.

Per preservare al meglio il corpo del defunto e impedire la decomposizione, le bare venivano inserite una dentro l’altra, isolate da strati di carbone e argilla. A questo scopo venivano utilizzati otturatori e sudari di giada. Le decorazioni, inoltre, avevano l’importante compito di allontanare influenze nefaste e proteggere il defunto dall’assalto di demoni voraci. → La decorazione è fondamentale in quanto deve aiutare le due anime del defunto nel loro cammino.

Molto caratteristico il ritrovamento fatto all’interno della tomba di un generale a Leitai, in Gansu.
Si tratta di una statuetta in bronzo di un cavallo lanciato al galoppo. L’artista ha escogitato un artificio per dare l’impressione che il cavallo stia volando, dato che ha tutte e quattro le zampe sollevate, conferendogli comunque una perfetta stabilità. Uno degli zoccoli poggia su un uccello in volo, dando equilibrio alla scultura. La piccola statuetta è perfetta in termini di volume, spazio e movimento, da qualsiasi punto la si guardi.

• Mausoleo di Jingdi, tomba di Yangling.

Si tratta del IV imperatore Han, sepolto insieme alla moglie Wang.
La tomba si trova a 40 km circa dall’attuale Xi’an, in una fila di sepolture che vanno avanti per chilometri, non ancora state scavate (poiché si tratta della via che collega la città all’aeroporto).

Si notano elementi di continuità con il primo imperatore → vi è un tumulo funerario in un recinto che delimitava la zona sacra, con delle rampe d’accesso posizionate secondo i punti cardinali → si trattava di una città funeraria vera e propria.
In questa tomba è stato ritrovato un numero straordinario di mingqi rappresentanti donne, esercito, esseri umani nudi privi di braccia stanti ecc… dell’ultimo tipo vi sono solo in questo corredo: questi mingqi infatti, hanno una puntuale specificazione del sesso (anche eunuchi) e, quando erano nella tomba, erano vestiti con abiti che ne indicavano la funzione (non ci sono segni degli arti superiori, ma ci sono i buchi: quindi o erano fatte di materiale deperibile o non sono mai state realizzate). Le statuine erano fatte a stampo ed ogni statuetta era diversa dall’altra (molta attenzione era posta alla rappresentazione dei volti e dell’età con corpi più o meno cadenti); alcune hanno le gambe divaricate, forse si tratta di cavalieri.

Mingqi di Yangling.

Mingqi di Yangling.

• La decorazione dei mattoni.

Le tombe potevano essere dipinte o decorate con mattoni che riproducevano la porta della città, scene di caccia, scene circensi, ecc… → per la prima volta vengono rappresentate delle scene inserite all’interno di un paesaggio.
La pittura sui mattoni è eseguita su un intonaco a base di calce; i contorni sono in nero mentre il decoro è eseguito in vari colori.
Si tratta di un tipo di pittura che rende il movimento.
I mattoni sono numerati secondo un ordine prestabilito, e rappresentano scene legate al defunto e molti temi simbolici (come ad esempio gli Immortali).

Mattone scolpito.

Mattone scolpito.

• Gli specchi bronzei.

In numerose tombe sono stati trovati degli specchi di bronzo, a cui si attribuivano poteri magici ed erano usati come talismani.
La decorazione è complessa, spesso denominata TLV poiché parte del decoro è inserito in bande che hanno la forma di quelle lettere, disposte intorno ad una borchia centrale che rappresenta la terra, a sua volta circondata da un pannello quadrangolare.

Specchio con decorazione cosiddetta TLV.

Specchio con decorazione cosiddetta TLV.

• La scultura di pietra.

La scultura monumentale del tempo è andata per lo più perduta. Di essa ci rimangono statue di animali di pietra lungo gli shendao.
Dal 58 d.C., infatti, l’imperatore decide che da quel momento i sacrifici sarebbero stati fatti nelle tombe → l’area sepolcrale diviene il centro del rito, e quindi alle tombe vengono aggiunte delle sale per le cerimonie, caratterizzate da torri ed animali in pietra.

Fra i vari ritrovamenti, importanti sono i 16 animali ritrovati intorno alla tomba del generale Huo Qibing sul tumulo.
Una delle sculture più notevoli rappresenta un cavallo che calpesta un barbaro, mentre le altre sono molto imprecise (sembra che sono state appena sbozzate dalla pietra).
Con gli Han orientali si sviluppano anche le rappresentazioni di animali fantastici come i bixie, dai corpi sinuosi, che avrebbero lo scopo di allontanare le influenze nefaste, riconnettendosi quindi alla nuova concezione religiosa e rituale.

• La ceramica.

La ceramica del periodo Han è terracotta e grès. Si tratta di ceramica decorata con pigmenti a freddo e motivi ornamentali e geometrici.
Sono stati ritrovati anche recipienti con raffigurazioni dell’isola degli Immortali.

Viene introdotta l’invetriatura che sarà fondamentale nella ceramica. Essa è composta da vetro in biossido di silicio a cui viene aggiunta l’allumina per donare al vetro una maggiore viscosità; successivamente viene aggiunto anche un fondente, ovvero il piombo, che abbassa la temperatura di fusione = invetriature piombifere → applicate in vario modo e decorate con ossidi:

  • ossido di ferro (dal bruno al rosso);
  • ossido di rame (verde).

Difatti, le ceramiche del periodo Han sono di questi colori, oppure monocrome (tutte rosse o tutte verdi).
I vasi venivano cotti a 800 C° per fissare l’invetriatura e rendere la superficie lucida.
La copertura era applicata per immersione e ricopre solitamente la metà superiore del recipiente. L’invetriatura, ha quindi uno spessore non uniforme, colature ed ispessimenti vari; ed è cotta in atmosfera riducente tra i 1200 e i 1240 C°.
Le forme imitano quelle dei bronzi, le decorazioni sono semplici, e vengono utilizzati i forni longyao “a drago”
L’origine dell’invetriatura al piombo è piuttosto controversa; forse è stata importata dal mondo mediterraneo attraverso l’Asia Centrale, ma finora non esistono prove sicure.
In ogni caso, il vetro, durante gli Han, diventa un valido sostituto della giada (più costosa) con il quale vengono realizzati anche sudari.

Caratteristici sono tre tipologie di reperti ritrovate nei siti Han:

  1. lampade a forma di albero;
  2. alberi dei soldi → con base di pietra o argilla e parte superiore lavorata molto finemente in bronzo (e infatti spesso andata perduta). La base rappresenta una montagna abitata da animali e creature fantastiche, mentre nella parte superiore si allungano cinque coppie di rami di bronzo ornati con uccelli ed altri personaggi (fra cui gli Immortali);
  3. incensieri boshanlu 博山爐 a forma di montagna → questa tipologia prende il nome dal Monte Bola montagna universale” che si ricollega sempre a tematiche sovrannaturali (secondo cui l’Imperatore Giallo, signore del mondo spirituale, governa sulle cinque montagne sacre). L’incensiere rappresenterebbe quindi un monte, sul quale sono rappresentate varie scene (come ad esempio quelle di caccia), sorretto da figure muscolose o dal Mare Orientale. L’incenso che fuoriesce si collega con il vapore e le nuvole, altrettanto sacri quanto il monte, in quanto fuoriescono dai suoi fori.
Incensiere Boshanlu 博山爐

Incensiere Boshanlu 博山爐

• La giada.

Durante il periodo Han si ha un notevole incremento nell’uso della giada, di cui ne viene facilitata l’importazione grazie ai contatti con l’Asia Centrale (Khotan).
La giada viene ora utilizzata per sigillare gli orifizi del defunto e ricoprirne completamente il corpo con veri e propri abiti di giada, al fine di evitare la decomposizione del corpo ed assicurare al defunto l’immortalità.
Sono stati trovati circa 40 abiti di giada, che, secondo gli studiosi, hanno richiesto molti anni di lavoro, motivo per cui questa pratica è bandita alla fine del periodo Han.

Disco bi di giada

Disco bi di giada

• La tomba del Re di Nanyue.

Nanuye è un piccolo stato fondato nel 203 a.C. da Zhao Tuo, vicino Canton.
La tomba in questione è quella del secondo sovrano, Zhao Mei, figlio di Zhao Tuo.

La sepoltura è scavata in una collina e rivestita con lastre di pietra.
La struttura è simile a quella dei principi imperiali, con una camera centrale e camere laterali.
La grande camera posteriore è divisa in tre parti:

  • camera centrale con deposito sul retro che contiene la bara;
  • due camere laterali che contengono i corpi dei servitori.

Sono rimaste poche tracce della decorazione.
Il re è all’interno di due bare ed avvolto in un sudario di giada.

Nella camera orientale vi sono i corpi di quattro donne con specchi e pettorali di giada; mentre in quella orientale vi sono resti di animali sacrificati e corpi di individui (forse gli attendenti del re).

Museo della Tomba del re di Nanuye.

Museo della Tomba del re di Nanuye.

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell’esistenza!

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