I Mercati Traianei.

Pianta dei Mercati Traianei

Pianta dei Mercati Traianei

Lo spazio ad est del Foro di Traiano, fu utilizzato dall’architetto imperiale per la realizzazione dei Mercati Traianei.

Questo è proprio il punto in cui venne tagliata la collina. Si tratta di un complesso di costruzioni utilitarie, realizzato con una serie di gradoni successivi, sui quali si appoggia tutto il complesso sistema dei Mercati.
L’altezza complessiva del taglio corrisponde approssimativamente con quella della Colonna Traiana.

Lo studio dei bolli di mattone, permette di datare l’edificio al primo decennio del II secolo d.C. e si può dunque concludere che la costruzione dei Mercati avvenne prima di quella del Foro.

La facciata dell’edificio è formata da una grande esedra concentrica a quella originale del Foro. Alle estremità della facciata vi sono due grandi sale semicircolari, coperte da una semicupola.
Quella settentrionale, più grande, è illuminata da cinque grandi finestre, mentre quella meridionale presenta solo tre aperture sfalsate. La loro funzione era probabilmente quella di scuole o auditori.

L’esedra si apre in basso con undici tabernae e due ingressi. Queste stanze, poggiano direttamente contro la roccia della collina.
La parte superiore delle tabernae, coperte a volta, era chiusa verso l’esterno da un avancorpo entro il quale si apriva una piccola finestra.
Dentro alcune tabernae vi sono resti di intonaco con interessanti graffiti. La parte superiore della facciata è forata da una serie di finestrine ad arco inquadrate da pilastrini di mattoni, con basi e capitelli di travertino. Le finestre servivano a dare luce ad un corridoio coperto a volta, sul quale si aprono dieci tabernae.

Il tratto centrale della Via Biberatica

Il tratto centrale della Via Biberatica

Il terzo piano era formato da una terrazza e da un gruppo di tabernae che si aprivano in direzione di una strada antica, molto ben conservata. Si tratta della via Biberatica, che viene ricordata solamente nel Medioevo. Il suo nome deriverebbe dal tardo sostantivo latino “biber” (che significa “bevanda“) che ci fornisce la possibile destinazione di almeno alcune delle botteghe che la fiancheggiavano (thermopolia: bar).
Una ripida scala porta dalla via Biberatica ad un grandioso ambiente, che costituiva il centro di tutto il complesso. L’ampia sala occupa l’altezza di due piani ed è coperta da un’ardita volta a sei crociere poggianti su mensoloni di travertino. Al pianterreno si aprono sei botteghe per lato, con le solite porte inquadrate in travertino e sormontate da una finestrina.

È molto probabile che il grandioso insieme di edifici fosse utilizzato in parte come magazzino all’ingrosso di derrate alimentari, gestito dallo Stato, e in parte anche per la vendita al minuto.
La sua creazione si inquadra molto bene nella grandiosa ristrutturazione urbanistica, che portò poco a poco ad allontanare dal Foro repubblicano le funzioni commerciali ed economiche: sappiamo ad esempio che il Tempio della Pace fu costruito sul luogo del mercato repubblicano.

L’architetto del complesso dovrebbe essere sempre Apollodoro di Damasco, autore del Foro di Traiano.
La funzione ha imposto nei due casi soluzioni opposte: mentre il Foro di Traiano è rigidamente condizionato dall’assialità, imposta dalla sua funzione ufficiale, i Mercati Traianei si adattano flessibilmente alle condizioni ambientali, trapassando gradualmente da una simmetria obbligata ad un’articolare asimmetrica che sfrutta lo spazio al massimo e ne valorizza tutte le potenzialità espressive.
Si tratta di una delle più perfette realizzazioni dell’architettura utilitaria romana.

I Mercati Traianei

I Mercati Traianei

Diana Civitillo

Diana Civitillo

So di non sapere. Il costante arricchimento intellettivo è una delle migliori soddisfazioni nella vita. Laureata in Elamico (Archeologia: Oriente e Occidente) e in Letteratura Italiana (Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali) e appassionata di storia, archeologia, letteratura, arte. Insomma, della vera sostanza dell'esistenza!

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